Michelangelo

Polinesiani - Blackwork

La passione per i tatuaggi del Pacifico risale alla sue esperienze americane nei primi anni ’90, quando incontra i pioneri del tatuaggio tribale…

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come Gary Kosmala, Leo Zulueta, Trevor Marshall e Paulo Sulu’ape. Da allora, in un percorso di studio e di ricerca che dura da più di vent’anni, ha affiancato agli stili polinesiani (marchesiani, maori, samoani, micronesiani ed altri) e del Pacifico in generale, una sua visione del genere “blackwork”, caratterizzata da estese campiture di nero e dal contrasto tra queste e parti “in negativo”.
Questo stile, sia per la quasi totale assenza di sfumature che per un certo minimalismo dei motivi, può a prima vista sembrare “semplice”; al contrario presenta molte sfide, non concedendo spazio ad errori o incertezze: richiede estremo rigore nel disegno, studio dell’anatomia e delle peculiarità della singola persona per un fluire armonico del tatuaggio sul corpo e di una buona tecnica per ottenere un nero profondo, uniforme, e che duri nel tempo. Perchè sia, insomma, “built strong“!

S.C.